mercoledì 9 ottobre 2013

Qualità dell'abitare

Apprendiamo dal Messaggero Veneto che Marco Valentini, già in passato partecipante del Comitato Udine nordovest, riprova a proporre la battaglia per una qualità dell'abitare qui nel nostro quartiere, facendosi portavoce di un'esigenza diffusa tra noi residenti riguardo la viabilità e la presenza orami stabile di una famiglia Sinti nel quartiere, peraltro nell'articolo stesso spiegata dall'Assessore competente ricorrendo ad una mancanza di requisiti ater della stessa.

Riportiamo l'articolo menzionato.



I residenti: «Stop alle roulotte dei rom nel parcheggio»

Il comitato scrive al sindaco: «L’area attrezzata è insicura e i camperisti non sostano perché ci sono solo nomadi»

«Via i rom dal parcheggio di via Chiusaforte». Il comitato di cittadini, rappresentato da Marco Valentini, ripropone un vecchio problema, noto a palazzo D’Aronco. Nel parcheggio che a breve sarà riservato ai dipendenti dell’ospedale, da anni sostano i camper dei nomadi. E’ successo anche durante Friuli Doc. «Nonostante l’area fosse stata attrezzata con servizi igienici per i visitatori della manifestazione, nel parcheggio di via Chiusaforte - afferma Valentini - dal 13 al 15 settembre hanno stazionato, con tavoli e sedie, solo i rom».
I problemi del quartiere, che si estende tra le vie Cotonificio e Colugna, non finiscono qui perché, come scrive Valentini in una missiva inviata al sindaco Furio Honsell, nella zona mancano i marciapiedi, le strisce pedonali sono sempre scolorite e il trasporto pubblico locale è carente. Ma andiamo con ordine.
Le roulotte dei rom I cittadini non accettano che il parcheggio di via Chiusaforte rischi di diventare un campo nomadi. «L’area - si legge nella lettera - è occupata a tempo pieno da alcune famiglie con roulotte e camper». Sempre Valentini fa notare che «in un recente viaggio all’estero ho conosciuto alcuni camperisti, i quali pur apprezzando Udine hanno definito insicura la presenza dei rom nell’unica area di sosta attrezzata per i camper in città». Un’affermazione di difficile comprensione per l’assessore ai Diritti e all’inclusione sociale, Antonella Nonino che minimizza: «Si tratta di un nucleo escluso dalla graduatoria Ater, molto povero che vive nella roulotte con una minore». Una situazione difficile della quale si stanno occupando i servizi sociali come è successo per l’altra famiglia, un po’ più problematica, che ha traslocato lo scorso aprile. L’assessore alla mobilità, Enrico Pizza, invece, ricorda che la giunta tornerà ad analizzare la richiesta avanzata due anni fa dall’Azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia per utilizzare quel parcheggio quando i lavori in corso faranno venir meno decine di posti auto all’interno del polo ospedaliero.
Trasporto pubblico Il comitato di via Cotonificio lamenta poi la sospensione della sperimentazione del prolungamento del servizio fino alla rotonda di via Cotonificio. Inoltre chiede di spostare il capolinea della linea 1 in piazza Polonia e la linea extraurbana su via Pasolini. Lapidario al riguardo l’assessore Pizza: «Il Piano urbano del traffico già prevede l’aumento del chilometraggio del trasporto pubblico, ma la tratta coinvolge anche Regione e Provincia». Detto questo, Pizza si sofferma su un altro aspetto, riguardante le richieste dei comitati che, una volta accolte, cadono sotto il peso del reale utilizzo dei mezzi pubblici. «La sperimentazione conclusa lo scorso giugno che garantiva l’arrivo del bus fino alla rotonda di via Cotonificio - spiega l’assessore - non ha funzionato. Per tutto il periodo i bus hanno viaggiato vuoti, a fronte di un risultato pari a zero. E noi non possiamo buttare dalla finestra migliaia di euro per una raccolta di firme».
Viabilità Il comitato chiede infine al Comune di progettare l’illuminazione pubblica e nuovi marciapiedi in via Paschini, oltre al senso unico tra le vie Moisesso e del Melon e le vie Cotonificio e Colugna. «Il patto di stabilità ci impedisce di aprire nuovi cantieri - ripete Pizza -. Appena possibile lo faremo»

articolo di Giacomina Pellizzari, Messaggero Veneto, 6 ottobre 2013

giovedì 11 aprile 2013

Opere pubbliche a Udine nord

Questo è quanto l'Assessore Enrico Pizza riferisce sul suo blog riguardo le attività svolte nella zona di Udine nord. Fonte: http://www.enricopizza.it/chiavris-paderno-ancona-fatti-e-programmi/

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CHIAVRIS, PADERNO, ANCONA: FATTI E PROGRAMMI

In questi 5 anni di amministrazione Honsell abbiamo realizzato – grazie all’ascolto dei cittadini e dei consiglieri delegati di zona (Enrico D’Este e Michele Vicario) – molte asfaltature, marciapiedi, interventi di sicurezza stradale. Abbiamo diverse opere pronte al via, quando il patto di stabilità nazionale ridarà finalmente fiato all’economia e ai comuni la possibilità di fare nuove gare e dare lavoro.
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Abbiamo messo in sicurezza i punti più critici riducendo gli incidenti all’incroci tra le vie: Monte S. Marco/via Bernardinis, via Faedis/via Forni di Sotto, via Pieri/via Latisana, piazzale Santa Maria Della Misericordia via Pieri/via Sacile via Sacile/via Tolmezzo, via Don Bosco (ciclopedonale per il Bearzi). Stiamo per completare la rotatoria tra via Cantore/Rombon/Hermada e la nuova piazza di Paderno.
Abbiamo fatto le asfaltature nelle seguenti vie: Alessandria, Aosta, Bufalini, Cadore, Cividina (Là di Moret), Forni di Sotto, Freschi, Majano, Maniago, Martignacco, Micesio, Monte Grappa, Monte Ortigara (tratto pubblico), Nimis, Oslavia, Pallanza, Paschini, Piemonte, Pinerolo, p.le P.Cesario da Rovigo (rotatoria Colugna/Chiusaforte), Rizzolo, Sacile, Saluzzo, S.M. del Gruagno.
Abbiamo realizzato i marciapiedi nelle vie: del Cotonificio (tratti pubblici), Gorizia (tratto ovest da via Monte Grappa al Mercato), Monte Vodice, San Daniele (ciclopedonale), Vat-del Maglio (ciclopedonale) ed il sottopasso ciclopedonale tra viale Vat e via Romagna. Finiremo entro la primavera i marciapiedi in via Alba e Monte Cimone.
IN PROGETTO:
Pronte per la gare le asfaltature nelle vie: Brazzacco, Caporiacco, del Cotonificio, del Maglio, Faedis, Feletto, Pieri (disconnessione radici), Romagna, Santa Giustina (dossi), viale Tricesimo, ciclopedonale di Volontari Libertà.
In gara anche i seguenti marciapiedi: ciclopedonale tra via Cadore/Passons/Cotonificio, Chiusaforte, Ermes di Colloredo, Martignacco, Molin Nuovo (ciclopedonale)  Monte Rombon, Vat (ciclopedonale da via del Maglio al sottopasso di via Romagna).
E’ infine pronto per la gara il progetto interamente finanziato (740mila euro) per il collegamento ciclabile Prusst, da piazzale Osoppo a Zompitta di Reana. L’ultimo lotto va dalla scuola Marconi di via Torino fino a Molin Nuovo. Il progetto prevede due rotatorie su via Alba e via Fusine ed il marciapiede ciclopedonale di via Biella (con il rifacimento dell’illuminazione a LED e la riasfaltatura della strada).
Finanziate ed attualmente in progettazione sono le riasfaltature di viaGorizia, di viale Vat e della rotatoria di piazzale Chiavris. Appena terminate le acquisizioni al demanio comunale (purtroppo sono ancora strade private, pur “aperte al pubblico transito) procederemo con l’asfaltatura – già preventivata – delle vie: Codroipo, D’Artegna, Isonzo, Monte Nero, Tartagna, Tiepolo.
E’ in corso la procedura espropriativa per continuare il collegamento viario da viale Tricesimo a via Cividina (attraverso l’area ex Bertoli) in modo da sgravare dal traffico il quartiere di Paderno e quello di Molin Nuovo, per trasformarli in zona residenziale 30km/h. Per una città sempre più  bella e sicura.
Nell’appendice del programma Honsell 2013-2018 ci impegnamo infine a fare anche:
• Realizzazione di percorsi ciclabili sulle direttrici Vat – Godia – Beivars e sulla direttrice Bearzi –
Planis – via Caccia.
• Soluzioni per il problema del traffico su Via Cotonificio soprattutto per quanto riguarda i mezzi pesanti.
• Sistemazione dell’incrocio Via Alba – Viale Vat .
• Collegamento tra il cimitero di Beivars e la zona Planis-via Riccardo.

lunedì 18 marzo 2013

DIFENDIAMO LA SALUTE CON IL DONO DEL SANGUE

 
 
 
Forse non tutti sanno che presso il nostro quartiere Udine NordOvest da anni ha sede la sezione Ancona dell'Associazione Friulana Donatori Sangue che in occasione della ricorrenza del 40° anno di fondazione ha organizzato l'incontro "DIFENDIAMO LA SALUTE CON IL DONO DEL SANGUE" con la gradita partecipazione del relatore nonché Presidente Provinciale A.F.D.S.
Dott. Renzo Peressoni.
 
L'evento si terrà il giorno venerdì 5 aprile alle ore 20.30 presso la sede dell'Associazione, ovvero alla "Trattoria alla vecchia Ancona dai cont's" a Udine, in via Cotonificio.
Vista l'importanza dell'argomento della serata sarebbe gradita la partecipazione di tutti i donatori dell'Associazione e di tutti gli interessati.
Seguirà bicchierata.
 
Presidente
Giorgio De Leo
 
AFDS
sezione Ancona
via Cotonificio 207
33100 Udine


Per info, Vice Presidente Devid Trangoni cell. 347 1320187
 
 
 


lunedì 11 marzo 2013

Articolo su Messaggero Veneto


Udine, duemila famiglie: pochi bus, siamo isolate

I residenti nella zona tra le vie Cotonificio e Colugna contestano i tagli al trasporto pubblico e l’abbandono dell’ex ferrovia

UDINE. I residenti nelle zone tra via Cotonificio e via Colugna, circa 2 mila famiglie, si sentono isolati dalla città. Gli abitanti lamentano le carenze del servizio di trasporto pubblico locale che ora sconta anche i tagli applicati da Regione e Provincia per far tornare i conti. E se i bus non rispondono alle esigenze dei residenti è evidente che i livelli già elevati di traffico sono destinati a lievitare ancora.
I residenti lo scrivono nero su bianco in una petizione consegnata nei giorni scorsi a palazzo D’Aranco, dove fanno notare anche la presenza di una Casa cantoniera disabitata e diventata punto di riferimento dei senzatetto. Tutto questo succede in una zona in espansione residenziale dove, fa notare il portavoce della protesta, Marco Valentini, «in alcuni punti abbiamo ancora i pali dell’illuminazione in legno».
Stanchi di doversi spostare sempre in auto visto che nella zona mancano anche le piste ciclabili, i residenti hanno chiesto al sindaco, Furio Honsell, l’aumento della frequenza diurna feriale dei bus della linea 6. La stessa linea che invece la Saf ha tagliato nei giorni festivi. Allo stesso modo chiedono di spostare le fermate degli autobus extraurbani da via Cotonifico in viale Pasolini. «In questo modo - sottolinea Valentini - il servizio sarebbe più funzionale all’università e renderebbe più fluido il traffico lungo via Cotonificio».
«Questa zona è completamente isolata» insiste Valentini nel far notare che il potenziamento del trasporto pubblico locale, in questo momento di crisi economica, sarebbe un aiuto concreto alle casse già provate delle famiglie che per andare a lavorare o per portare i figli a scuola sono costretti a usare l’auto».
Non basta, i residenti in via Cotonificio, via Colugna, via Pio Paschini definita «una cattedrale nel deserto», e via Moimesso, si soffermano anche sull’ex tracciato della ferrovia destinato a ospitare una pista ciclabile. Qui, fino a poco tempo fa, gli abitanti nella zona andavano a passeggiare anche con i cani. Ora sostengono di non poterlo più fare perché nel tratto parallelo a via Cotonificio «c’è una casa cantoniera disabitata, “occupata” da chi attraverso varchi ricavati nei muri sfondati accede al suo interno in cerca di riparo». Senza contare, conclude Valentini, «la pericolosità di via Moisesso troppo spesso teatro di incidenti stradali». Ecco perché gli abitanti propongono di creare in via Paschini, via dal Melon e via Moisesso, un circuito a senso unico che contribuirebbe a ridurre il traffico nella zona.


giovedì 21 febbraio 2013

Teleriscaldamento a Udine nordovest


Lavori stradali, deviazioni del traffico in via Cotonificio. Si tratta dell'opera di posa dei tubi per il teleriscaldamento, con cui Udine compie un atto meritorio in sé, ovvero provvedere forniture di acqua calda per il riscaldamento all'Ospedale, al Palamostre per la piscina, nonché a alcuni condomini. Vedremo a quanti cittadini sarà possibile l'allacciamento per usi privati, previsti. Qui sotto l'articolo del Messaggero Veneto.


martedì 19 febbraio 2013

3 MARZO 2013: EVENTO IN BICICLETTA SULLA EX-FERROVIA UDINE-MAJANO

 
Pubblichiamo il seguente invito ricevuto via email da Abicitudine FIAB.
 
"Dall'anno 2008, la prima domenica di marzo è dedicata alle Ferrovie dimenticate. Co.Mo.Do.-Conferenza Mobilità Dolce (organismo che comprende 24 grandi Associazioni ambientaliste italiane) la promuove per sensibilizzare le Amministrazioni e la popolazione al recupero, come itinerari ciclopedonali, di vecchie ferrovie dismesse da decenni e abbandonate ai rovi ed all'incuria. Da quel giorno, sono rinati a nuova vita centinaia di km di ex-ferrovie in tutta Italia e la FIAB, presente in Co.Mo.Do., continua la sua opera di promozione.
IL 3 MARZO 2013 I SOCI ED GLI AMICI SONO INVITATI A PARTECIPARE ALL'EVENTO IN BICICLETTA SULLA EX-FERROVIA UDINE-MAJANO, in collaborazione con Italia Nostra, la Comunità Collinare del Friuli ed i Comuni di Udine e di Pagnacco.
L'intento è che il tracciato rimanente venga trasformato in itinerario ciclopedonale, collegando così in maniera facile e sicura la città di Udine ai paesi delle Colline del Friuli: si riutilizzeranno così in maniera efficace dei beni pubblici abbandonati!
L'ESCURSIONE E' APERTA A TUTTI Per saperne di più sulle ferrovie dismesse in Italia e sugli avvenimenti di questa giornata, andate al sito http://www.ferroviedimenticate.it o su facebook https://www.facebook.com/groups/396609203698611/
E' gradito un cortese cenno di risposta qualora si intenda partecipare all'evento, dandone diffusione ai vostri soci o aderenti.
Cordiali saluti
il Consiglio direttivo di Abicitudine FIAB"
 
 
Coordinamento F.V.G.

Domenica 3 marzo 2013
La ferrovia fantasma: Udine-Majano

Percorrendo le strade a nord-ovest di Udine troviamo diverse costruzioni "fuori posto": ponti parzialmente distrutti, rilevati in terra, viadotti abbandonati, vecchi caselli e stazioni ferroviarie costruite nel nulla… come mai? Non è mai passato un treno da quelle parti! Invece una linea ferroviaria fu iniziata tra il 1914 e 1915: doveva collegare la città di Udine con le colline moreniche ed intersecarsi alla stazione di Majano.
Alla fine degli anni ‘20 i lavori cessano e tutto rimane abbandonato: 26 km di tracciato a cui mancavano soli i binari per essere definiti "ferrovia", perché il resto c’era quasi tutto,… una ferrovia fantasma, che però ha segnato il paesaggio collinare e udinese per molti decenni.
Dopo il terremoto del 1976 inizia lo smembramento del sedime per altri scopi ed ora ne rimangono inutilizzati solo pochi km. Cosa farne? Pedalando assieme potremo scoprire come far rifiorire questo luogo della memoria.
 
Programma dell’escursione in bicicletta
 
Ritrovo ore 9.30 sul piazzale del mercato di Viale Vat - Udine.
Breve descrizione del programma della giornata, del percorso e della storia della ferrovia.
Partenza max ore 9.50 in direzione Pagnacco (9 km). Il percorso si sonda sul tracciato ferroviario fino alle porte di Colugna. Poi per strade secondarie e lungo l’Ippovia del Cormor si raggiunge il Municipio di Pagnacco.
Ore 10.30 Incontro con il Sindaco di Pagnacco Ripartenza max ore 10.50 in direzione di Colloredo di M.A. (9 km) per strade secondarie.
Ore 11.45 Arrivo a Colloredo di Monte Albano ed incontro con il Presidente della Comunità Collinare del Friuli.Distribuzione della cartografia "I like Biike" sui percorsi cicloturistici delle colline moreniche friulane e visita ai resti del Castello in fase di ricostruzione.
Alle 12.30 circa, di nuovo in sella per andare a pranzo a Fontanabona (5,5 km) c/o chiosco della COSPALAT.
Sosta pranzo dalle 13.00 alle 14.00 presso chiosco COSPALAT di Fontanabona
Si riparte alle 14.00 alla volta di Udine (11,5 km) attraverso Tavagnacco, Branco, Feletto, Cavalicco e Molin Novo.
Arrivo a Udine sul piazzale di Viale Vat entro le 15.30/16.00.
Totale 35 km, su strade secondarie e sterrati; ci sono alcune brevi salite e diversi saliscendi.
Il pranzo è al sacco. Chi desidera, può gustare al chiosco i formaggi prodotti dalla COSPALAT nonché i salumi tipici e le altre prelibatezze in vendita.
Si può partecipare con qualunque tipo di bicicletta, purché sia dotata di cambio. La partecipazione è aperta a tutti. I minori devono essere accompagnati dal genitore o chi ne fa le veci; l’escursione non consigliata ai minori di 8 anni. Si consiglia l’uso del caschetto.
Quota di partecipazione: 2 Euro soci FIAB; 5 Euro non soci
Prenotare entro venerdì 1 marzo 2013
c/o Elisabetta Rosso 339-7861502 - abicitudine@gmail.com
 
 


giovedì 31 gennaio 2013

Dal blog di Federico Pirone, consigliere per SEL

Investire sul trasporto pubblico anziché tagliare: le responsabilità della regione e della provincia


I cittadini che, dal 4 febbraio prossimo, troveranno un servizio di Trasporto pubblico locale ridotto, devono sapere che questa scelta è stata operata in totale autonomia dalla Regione e dalla Provincia e che il comune di Udine si è trovato di fronte – come del resto anche i lavoratori stessi e le organizzazioni sindacali – a decisioni già assunte sulle quali non è stato minimamente consultato.
Questa riduzione produrrà disagi ai cittadini: la conseguenza sarà che aumenterà il traffico privato, peggiorando la qualità dell’aria e della vivibilità, a discapito soprattutto di chi vive nei quartieri più periferici della città. Per quanto riguarda il trasporto extra-urbano vengono pesantemente colpite le fasce deboli che devono sobbarcarsi l’aumento di costi che deriva dall’uso dell’automobile o che si vedono negato il diritto alla mobilità, talora anche legato a ragioni di lavoro.
Una scelta in assoluta controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto dell’Europa, dove si investe nel trasporto pubblico come una piena ed efficace misura di welfare, a favore della mobilità dei più deboli e come forma di contrasto all’obesità. Il costo sempre più elevato della benzina rende imprescindibile limitare l’uso della macchina e ha aumentato nell’ultimo anno le utenze del trasporto pubblico, a dimostrazione che il bacino di potenziali utenti anche in provincia è notevole: è una linea politica che va seguita e rafforzata, non penalizzata.
Con quale criterio infatti poi si decidono queste misure? Verranno garantiti almeno i collegamenti con i servizi fondamentali della città come gli Ospedali verso cui non possono esistere orari di sospensione del servizio per scarso utilizzo?
Chiediamo con forza l’istituzione di un tavolo di confronto tra le Istituzioni locali (compresi i comuni dell’Hinterland interessati dalla relazione con il tessuto cittadino) e i vertici della Saf per trovare soluzioni condivise che permettano di gestire una situazione delicata a favore di un servizio, per noi di Sel, imprescendibile.
 
Federico Pirone

venerdì 11 gennaio 2013

Meno fondi, tagliati i bus in tutta Udine

La Regione risparmia 1,7 milioni di euro e la Provincia diminuisce le corse nelle linee 1, 11, 6, 7 e 4. Polemica con il Comune

UDINE. La Regione taglia del 5% i fondi sul trasporto pubblico e la Provincia riduce le corse dei bus urbani ed extraurbani. In città, le zone più colpite sono Laipacco, Cormor, Colugna, le Baldasserie, Beivars, Godia, via Marsala, Udine est e il centro storico, dove dal primo febbraio saranno ridotte le corse. Lo stesso accadrà in tutto il Friuli. I mezzi pubblici, infatti, percorreranno 700 mila chilometri in meno per un valore pari a 1 milione 756 mila euro. Quella della Provincia è stata una scelta obbligata, ma non concordata con il Comune come scrive, in una nota, l’assessore provinciale, Franco Mattiussi. «Quei tagli - replica Pizza - li abbiamo subiti e non concordati. A pagare il conto più elevato saranno i cittadini del capoluogo friulano».
Ma andiamo con ordine e vediamo come cambierà il trasporto pubblico in città. Stando alla delibera approvata dalla giunta provinciale, a Udine la riorganizzazione delle corse riguarderà per lo più le linee festive: nel pomeriggio-sera i bus della linea 1 saranno meno frequenti e così il passeggero, tra una corsa e l’altra, dovrà attendere 20 anziché 13 minuti. Stesso copione per la linea 4, in questo caso l’attesa passa da 15 a 25 minuti. Cancellate invece le corse festive delle linee 6 e 7. Nei giorni feriali e sempre nella fascia pomeriggio-sera, invece, sarà diminuita la frequenza delle corse nelle linee 4, 8 e 11, mentre nei pomeriggi estivi, è prevista una riduzione della frequenza da 13 a 20 minuti, sulle linee 1 e 4.
Questo in termini generali perché Gino Zottis, l’amministratore della Saf, la società che gestisce il trasporto pubblico in regione, non chiarisce qual è la fascia pomeriggio-sera: «Stiamo definendo i dettagli» spiega nell’assicurare che tutti i tagli sono stati applicati nelle «fasce di morbida, ovvero nelle ore meno frequentate da operai e studenti». Lo stesso vale per il servizio extraurbano con diminuzione delle corse nelle zone di Tolmezzo, Tarvisio, Latisana, Tarcento, Gemona e San Daniele. Saranno rivisti anche i collegamenti Udine-Grado e le corse urbano di Lignano.
«Dopo una prima fase di monitoraggio - assicura Mattiussi - se il servizio risulterà carente, ricalibreremo i servizi con variazioni minime di orario e modifiche di percorso. Nel caso di criticità rilevate non mancheremo di aggiustare il tiro». Mattiussi però è certo di aver ridotto al minimo i disagi per i cittadini, ma Pizza la pensa diversamente: «Udine subisce il 20% dei tagli del chilometraggio e gli effetti ricadranno sui cittadini. Per questo motivo - ribadisce l’assessore - ci dissociamo dalle scelte della Regione e la responsabilità degli inevitabili disagi che sopporteranno d’ora in poi resta della Regione e della Provincia».
Detto questo, Pizza torna a far notare che «in un anno in cui la crisi si fa sentire e la gente usa sempre più l’autobus, la scelta della Regione di tagliare quasi due milioni di euro in provincia di Udine è scellerata, soprattutto in considerazione degli emendamenti passati all’ultimo minuto in consiglio regionale per elargire finanziamenti a macchia di leopardo anziché lasciare inalterato un servizio essenziale per i cittadini».

 

Messaggero on line, 11 gennaio 2013

di Giacomina Pellizzari

venerdì 21 dicembre 2012

Due lettere ai giornali

Due lettere di Massimo Romanutti, consigliere del Comitato Udine NordOvest, pronte per essere spedite ai giornali.
Una ci racconta della risposta che è stata ricevuta dagli operatori del sistema e-Part di Udine, quella mappa interattiva online che il Comune utilizza per permettere ai cittadini di segnalare problematiche cittadine relative alla mobilità, al verde pubblico, al decoro urbano.
Ed è una risposta francamente inaccettabile, quasi offensiva, rispetto all'indicazione di una possibile soluzione per l'incrocio di via Moisesso con via Cotonificio.
Ormai più di un anno e mezzo fa il Comitato presentava al Comune di Udine una lettera con tutte le segnalazioni dell'assemblea del Comitato, e proponeva delle soluzioni e delle migliorie.
Una di queste riguardava l'impedire la svolta a sinistra da via Moisesso su via Cotonificio, sarebbe bastato un cartello con l'obbligo di svolta a destra, e si sarebbero evitati nel corso di questi mesi due o più incidenti, e molti ingorghi di automobili. Niente. L'assessore Pizza si era espresso favorevolmente (ci sono i verbali qui sul blog pubblicati), ma da quella volta niente si è mosso.

La seconda lettera riguarda un problema di topi. Pantegane, vicino ai cassonetti dei rifiuti. Perché i cassonetti sono messi lì in mezzo alla strada, e decisamente non siamo in presenza di un fulgido esempio di decoro urbano.


Incrocio pericolosoCon la presente segnalo la pericolosità più volte evidenziata in tutti i modi al Comune di Udine
e sempre rimasta inascoltata dell’incrocio tra via Moisesso e via del Cotonificio; zona a nord di
Udine.
Questo incrocio è pericoloso perché chi percorre via Moisesso per poter girare verso Feletto
immettendosi su via del Cotonificio esce sulla stessa via creando non poche difficoltà a chi da
Feletto percorre la strada verso Udine. Basterebbe semplicemente che chi proviene da Colugna o dai Rizzi, anziché percorrere via Moisesso andasse fino alla rotonda dell’Ancona (100 metri in più) e non ci sarebbero più problemi; bisogna quindi mettere un DIVIETO di svolta a sinistra alla fine di via Moisesso segnalandolo anche ad inizio via.
Il Comune, sollecitato tramite il servizio “e-Part ascolto attivo” ha dato la seguente risposta:
“si esprime parere negativo alla proposta avanzata in quanto l'obbligo di svolta a destra verrebbe verosimilmente ignorato dagli automobilisti già abituati a girare verso sinistra. Dalle statistiche sugli incidenti stradali il sito risulta comunque essere tra quelli a bassa pericolosità”
E allora se uno è abituato a parcheggiare sulle strisce, a correre in centro abitato a 100 km/h non si può multare??????? Diciamo queste cose a tutte le persone coinvolte in incidenti in questo punto nel 2012? Aspettiamo la gravità dell’incidente leggasi “il morto” per intervenire?
Non voglio dire …l’avevo detto!
Ricordo che è stata fatta anche una raccolta di firme in merito all’argomento esposto e anche
quella è rimasta inascoltata. Invito i nostri cari amministratori che non ritengono pericoloso
l’incrocio, a passarci 3 volte al giorno con i propri figli in macchina come faccio io, avrebbero una prospettiva diversa del problema.
Grazie e saluti

Ratti in cittàCon la presente segnalo il DEGRADO che una parte di città sta vivendo.
La parte di città a cui mi riferisco è quella che si trova tra l’ospedale civile (che sta subendo un
ampliamento con ricadute sul territorio) e l’Università che ospita un elevato numero di studenti (con pesanti ricadute sul traffico).
Dopo aver fatto sentire la nostra voce con svariate segnalazioni sul traffico, l’ultima delle
nefandezze non ascoltata è il prolificare di RATTI nelle vicinanze dei cassonetti dei rifiuti; in
particolare in quelli di via del Cotonificio di fronte a via Jacopo Belgrado.

Sono letteralmente invasi dai ratti, diventa PERICOLOSO anche portare un semplice
sacchetto dell’umido. Capisco la maleducazione di chi abbandona i rifiuti, ma un intervento di
derattizzazione, di pulizia dell’area (si trova in mezzo a cespugli e sterpaglie varie) da parte del
Comune o dalla Net ci vuole. Insomma non si può più attendere.

Il Comune, sollecitato ad una risposta tramite il servizio “e-part ascolto attivo” in rete è purtroppo andato “fuori tema”, si direbbe a scuola, soffermandosi sull’inciviltà e maleducazione di abbandonare rifiuti, a segnalare alla Polizia Municipale eventuali comportamenti scorretti , ad avvertire la Net per rimuovere i rifiuti abbandonati... indicazioni non propongono soluzioni. L’argomento centrale è stato ignorato, ovvero il prolificare e la presenza di un numero considerevole di RATTI.
Mi chiedo: perché in Italia non si vuole mai risolvere ma sempre porre rimedio? Quanto costano i ripetuti interventi peraltro inutili ?
Se la zona rifiuti fosse inquadrata in una base di cemento separata dalla vegetazione con strutture che ne delimitino l’area, piuttosto che abbandonata sul ciglio della strada, invasa da cespugli, sarebbe più sicura, più pulita e qualcuno ci penserebbe prima di abbandonare rifiuti (anche se non giustifico chi lo fa sia chiaro!).
Grazie e saluti

venerdì 19 ottobre 2012

Incidenti stradali a Udine

Fonte: Messaggero Veneto


UDINE. Volete evitare guai quando vi muovete in auto, in bici o volete prendere una boccata d’aria facendo quattro passi? Evitate via Marco Volpe e viale Palmanova. Il motivo è presto detto: sono le due strade di Udine che registrano, in proporzione alle loro dimensioni e al volume di traffico, il maggior numero di incidenti. Spesso, per fortuna, senza gravi conseguenze, ma comunque scontri, investimenti, tamponamenti che finiscono negli archivi statistici della polizia municipale.

Ebbene nel 2011 in viale Palmanova si sono verificati 46 incidenti (24 nei primi 9 mesi del 2012), quasi uno alla settimana. In via Marco Volpe, appena 600 metri di asfalto tra l’incrocio con via Poscolle e porta Villalta, ne sono stati segnalati 17 nel 2011 e 12 quest’anno.

I cosiddetti punti neri della viabilità urbana non finiscono certo qui. Zone “calde” sono, come è immediato constatare leggendo la tabella che riportiamo qui accanto, viale delle Ferriere (tre anni fa vi fu un investimento mortale) con 18 scontri nel 2011 e 7 quest’anno, viale XXIII marzo fino all’intersezione con viale Trieste (12 e 6), via Cividale (24 e 12), piazzale Cella (11 e 9), via Lumignacco e via Selvuzzis, dove c’è il famigerato incrocio che spesso finisce agli “onori” della cronaca (10 e 6), viale Europa Unita (8 e 7), via Pozzuolo (7 e 4).
C’è da sottolineare, come confermano al comando di via Girardini, che il numero complessivo di incidenti, nel 2012, è in calo rispetto al 2011, con relativo minor numero di vittime e feriti. Unica arteria in controtendenza è viale Trieste che quest’anno, con 17 scontri fino a settembre, ha quasi raggiunto il numero complessivo, 19, di quelli del 2011. Viale Venezia, tra i grandi assi di scorrimento, è il più sicuro con 12 rilevamenti nel 2012.
Ma appunto il semplice numero di collisioni non può bastare, da solo, a definire pericolosa una strada. In via Bariglaria, lungo asse nella zona est di Udine, nel 2011, sono stati registrati appena 4 incidenti, ma un paio con conseguente molto gravi. Uno solo nel 2012, purtroppo un investimento mortale. Ecco quindi che velocità, densità di traffico, presenza di mezzi pesanti, conformazione della strada, illuminazione, numero di incroci, sono gli altri fattori che contribuiscono ad aumentare il tasso di rischio della via in questione.

E proprio in via Bariglaria (tutta l’area negli ultimi anni si è molto sviluppata dal punto di vista urbanistico) i cittadini hanno fatto più volte sentire la loro voce perchè, evidentemente, la percezione della pericolosità della strada è molto elevata. «Qua le auto corrono tanto, c’è un grande afflusso e l’illuminazione, soprattutto tra Beivars e Godia, è carente - spiega il presidente della Cooperativa di Beivars Carlo Paravano, uno dei portavoce della protesta -. La nostra è una via di circa 3 chilometri, diritta, e gli automobilisti spesso premono sull’acceleratore. La sera soprattutto c’è un problema di visibilità: ci sono poche luci. I dossi, che si trovano però solo nel primo tratto, non bastano a rallentare le macchine. So che il Comune si è impegnato a mettere in sicurezza la via, interventi da fare ce ne sono diversi».

venerdì 12 ottobre 2012

Il gioco del Burraco in via Colugna

Non solo traffico e incidenti nel nostro quartiere.
Da alcuni anni in vicolo Mels, laterale di via Colugna fronte Piazza Polonia, ha sede l'Associazione Burraco  Udine. (http://it.wikipedia.org/wiki/Burraco)
In una ospitale palazzina immersa nel verde è possibile praticare questo gioco per alcune ore pomeridiane e/o serali.
Il Circolo BURRACO Udine organizza corsi pomeridiani di insegnamento e addestramento per chi desiderasse avvicinarsi a questa attività di gioco.
 
a.s.d. Burraco Udine
Vicolo Mels, 8
33100 Udine
tel. 331/5652386
 
 
Nell’allegata locandina sono riportate le coordinate per contattare il Circolo.
 
 
 
 
 
 
 
 
                                              
 
 
 
 
 
 
 
               

venerdì 28 settembre 2012

E ORA BASTA!!!! PRETENDIAMO RISPOSTE CONCRETE


 
Anche oggi venerdì 28 settembre 2012 alle ore 15.30 si è verificato l'ennesimo grave incidente automobilistico avvenuto all'incrocio più volte segnalato come estremamente pericoloso tra via F.Moisesso e via del Cotonificio.
 
La dinamica dell'incidente conferma ancora una volta la necessità dell'obbligo di svolta a destra per chi si immette da via Moisesso in via del Cotonificio come più volte richiesto dai residenti, anche con raccolta delle firme.
 
Speriamo che finalmente l'Assessor Pizza prenda i provvedimenti necessari.

venerdì 20 luglio 2012

Via Cotonificio, richiesta di intervento

Articolo del Messaggero Veneto, 18 luglio 2012


«Via Cotonificio, le auto corrono troppo»

I residenti protestano e il consigliere di Sel Pirone chiede la presenza di più vigili con il tele laser

Auto che sfrecciano a velocità eccessiva e traffico troppo caotico. Via Cotonificio e le strade vicine sono zone a rischio. A lanciare l’allarme sono molti residenti che hanno registrato un continuo peggioramento della viabilità. L’arteria, infatti, è un rettilineo molto lungo che permette ad alcuni automobilisti di schiacciare troppo sull’acceleratore. Ma non solo. La zona è stretta tra il polo scientifico dell’università dei Rizzi e l’ospedale, quindi il flusso di mezzi, soprattutto in alcune ore di punta della giornata, è molto intenso. Talmente intenso che spesso, soprattutto nel tratto finale verso il centro della città, si formano lunghe code.
Ecco perché gli abitanti del quartiere chiedono all’amministrazione comunale maggiori controlli per limitare la velocità, ma anche un nuovo piano di mobilità che prenda in considerazione i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni in questa parte della città. A farsi carico della richiesta e a chiedere l’intervento del Comune è il consigliere comunale di Sel Federico Pirone, che spiega: «La singolarità di questa zona deriva in primo luogo dalla presenza di strutture pubbliche, come l’università e l’ospedale, di interesse sovra-locale, che hanno garantito qualità e prestigio alla residenza, determinando però un sovraccarico di traffico veicolare non sempre sostenibile e in violazione spesso del codice della strada, perché molto disordinato e caotico».
E ancora: «L’amministrazione comunale ha posto sempre attenzione alla singolarità del quartiere ed è intervenuta anche attraverso il Pum e il Prg per tentare di risolvere queste problematiche». Da qui la proposta di Pirone: «Sostengo l’idea di un incontro tra il sindaco e la giunta, in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria, con la popolazione residente per illustrare queste proposte e capire insieme ai cittadini come affrontare ulteriormente la questione della mobilità in zona, anche a fronte del completamento dei lavori di espansione dell’ospedale, che porterà a un ulteriore aumento di traffico in tutta l’area».
Insomma, secondo il consigliere di Sel, «occorre intervenire subito per tentare di evitare situazioni ancora più complesse e per stilare dei provvedimenti che prevedano una migliore organizzazione di tutta la mobilità della zona, ora soffocata da un numero di veicoli eccessivo». Ma Pirone non si ferma qui e chiede anche, su segnalazione dei residenti, «una maggiore presenza dei vigili urbani con tele laser, per evitare che alcuni automobilisti non rispettino i limiti di velocità, causando gravi situazioni di pericolo per i tutti gli abitanti del quartiere».
Renato Schinko
(la riproduzione dell'articolo sarebbe riservata, ma noi del Comitato ci battiamo per cause civiche e questo non è un blog a scopo di lucro, così copincolliamo lo stesso, citando la fonte. Se qualcuno ci dice qualcosa, togliamo.)

mercoledì 13 giugno 2012

Incidente: incrocio via Moisesso via del Cotonificio


Ore 15.30 di mercoledì 13 giugno 2012, incrocio via Moisesso via del Cotonificio, più volte segnalato come estremamente pericoloso.

Non è mai simpatico dire: "te l'avevo detto!!!" ma quante volte abbiamo richiesto un intervento da parte del Comune e della Polizia Municipale per cercare di trovare una soluzione all'uscita di via Moisesso???






Auguriamo al malcapitato motociclista una pronta guarigione e speriamo che ora le nostre richieste vengano accolte.

Ecco come si era rimasti dopo l'incontro tra il Comitato e il Comune lo scorso luglio a proposito della richiesta di intervento per via Moisesso:

"E’ stata accolta (assessore Pizza) la proposta di istituire un obbligo di svolta a destra al termine di via Moisesso, all’intersezione con via Cotonificio: la sperimentazione dovrebbe portare gli automobilisti a percorrere via Colugna fino alla rotonda dell’Ancona, e da lì immettersi su via Cotonificio in direzione di Feletto".

E' stata anche depositata in Comune a dicembre 2011 la raccolta delle firme dei residenti di via Moisesso che in maggioranza chiedevano l'obbligo di svolta a destra.

venerdì 8 giugno 2012

La risposta del Comune alla richiesta di Intervento per via Colugna

Ancora una volta la priorità viene data alle automobili, a delle COSE che devono viaggiare, che vengono anteposte ai diritti dei bambini, di andare a scuola in bicicletta in un contesto tranquillo, in sicurezza.
Ecco la risposta ricevuta il 5 giugno 2012 da parte del Comune di Udine in riferimento al messaggio inviato il 7 maggio 2012.
“Con riferimento al Suo messaggio del 7 maggio 2012 (PG/E 0059649) segnalante problemi di sicurezza stradale in via Colugna all’altezza della scuole Taverna e Divisione Julia ed effettuato apposito sopralluogo in occasione dell’entrata degli scolari si comunica che:
- la segnaletica presente(verticale ed orizzontale) risulta efficace ed in buono stato di conservazione;
- la mole di traffico registrata è compatibile con la funzione della strada (classificata come strada di quartiere), infatti non si sono verificati intasamenti;
- restringendo la carreggiatasi rallenterebbe sì la velocità dei veicoli, ma aumenterebbe la congestione della  via;
- la sezione stradale non permette purtroppo, ai sensi del Codice della Strada, la realizzazione di una pista ciclabile;
- durante il sopralluogo le uniche infrazioni rilevate sono state le soste degli automobilisti nello stallo riservato alla fermata degli autobus senza però intralciare la marcia dei mezzi pubblici né creare situazioni di pericolo;
Per le misure da adottare al fine di limitare la velocità dei mezzi in transito si rimanda alle considerazioni della Polizia Municipale”

Permetteteci di appuntare qualche osservazione.
1.       “segnaletica presente(verticale ed orizzontale) risulta efficace ed in buono stato di conservazione”.
Sono stati gli stessi vigili che si occupano dell’attraversamento pedonale a sottolineare come la segnaletica presente sia inefficace. Effettivamente arrivando da Nord non c’è un cartello che segnali la presenza di scuole.
2.       “la mole di traffico registrata è compatibile con la funzione della strada (classificata come strada di quartiere), infatti non si sono verificati intasamenti”
Non abbiamo richiesto l’intervento per gli intasamenti e nessuno ha mai usato questo termine, ma abbiamo richiesto aiuto per rendere la strada più sicura e per ridurre la velocità delle vetture.
3.       “restringendo la carreggiata si rallenterebbe sì la velocità dei veicoli, ma aumenterebbe la congestione della  via”;
La carreggiata si deve restringere solo per consentire la realizzazione di una pista ciclabile dal momento che è pericoloso l’uso della bicicletta in questa via.
4.      “la sezione stradale non permette purtroppo, ai sensi del Codice della Strada, la realizzazione di una pista ciclabile”
Allora realizziamo la pista ciclabile sul marciapiede visto che a Feletto è stato possibile o il Codice della Strada è diverso a Udine rispetto a Feletto?
5.       “durante il sopralluogo le uniche infrazioni rilevate sono state le soste degli automobilisti nello stallo riservato alla fermata degli autobus senza però intralciare la marcia dei mezzi pubblici né creare situazioni di pericolo”.
Non abbiamo richiesto l’intervento per le infrazioni dovute alle soste degli automobilisti ma per l’elevata e pericolosa abituale velocità di transito per la quale restiamo fiduciosi delle considerazioni della Polizia Municipale.
6.       “Per le misure da adottare al fine di limitare la velocità dei mezzi in transito si rimanda alle considerazioni della Polizia Municipale”…..
Attendiamo “fiduciosi”…

martedì 22 maggio 2012

Pizza risponde al Comitato

Sull'edizione cartacea del quotidiano Il Friuli pochi giorni fa veniva fatto il punto sulla situazione del quartiere Ancona. Questa l'intervista a Giorgio Jannis, consigliere del Comitato Udine NordOvest. 

"Dopo un anno dagli incontri con il Comune e dopo tante promesse, siamo punto e a capo". E' palpabile il malcontento del Comitato Udine NordOvest per la situazione della viabilità della zona compresa tra via Colugna e via Cotonificio. Una 'fetta' della città stretta nella morsa delle automobili che, scendendo dall'Osovana (qui ogni giorno transitano circa 14 mila veicoli) si immettono per buona parte in città attraverso strade che sembrano non sopportare una tale mole di traffico.
"A luglio 2011 - dice Giorgio Jannis, componente del Comitato che raccoglie un centinaio di residenti del quartiere - ci eravamo incontrati con alcuni esponenti della giunta comunale per discutere la situazione. Allora, l'amministrazione aveva detto di voler accogliere alcune delle nostre richieste: i verbali e la documentazione sono disponibili sul blog del Comitato. Ma tutto ancora tace e la misura ci sembra colma".
Nello specifico, la questione riguarda la sicurezza dei residenti, la velocità delle automobili e le code che si formano ogni giorno. "Partiamo - continua Jannis - da via Colugna. Qui ci sono due scuole, una materna e una elementare, frequentata da circa 300 alunni. Ogni giorno migliaia di macchine sfrecciano a gran velocità lungo tutto il tratto della carreggiata, anche in prossimità degli istituti. E ogni, mattina, gli stessi vigili urbani rischiano di essere investiti nel far attraversare ai bambini la strada sulle strisce pedonali. Sappiamo che, essendo una via principale, non possono esservi installati i dossi. Tuttavia, per far rallentare il traffico si potrebbe da una parte migliorare la segnaletica, dall'altra realizzare una pista ciclabile. Questa, oltre a mettere in sicurezza i bimbi che vanno a scuola sulle due ruote, spingerebbe i pendolari a ridurre la velocità".
Un altro nodo è rappresentato da via Cotonificio. "Nelle intersezioni della strada - continua il Comitato - si verificano spesso incidenti (specie all'ingresso delle rotatorie) che coinvolgono anche i ciclisti e quotidianamente si formano code che rendono invivibile la zona. Per esempio, tante automobili provenienti da ovest cercano di entrare in via Cotonificio 'tagliando' per via Moisesso, intasando la via. Per risolvere la situazione, basterebbe vietare la svolta a sinistra con un semplice cartello segnaletico. Inoltre, si formano incolonnamenti alla fine della strada, in prossimità del cavalcavia dell'ospedale, dove la carreggiata si restringe. Per rimuovere tali problemi sarebbe sufficiente spostare il traffico su via Pasolini, dirottando a monte il traffico sulla tangenziale"
A fianco dell'articolo vi era anche la risposta di Enrico Pizza, assessore alla mobilità del Comune di Udine
“Il Comune non sta con le mani in mano e stiamo procedendo con la soluzione di parte dei problemi di Udine nord-ovest". E' la risposta dell'assessore Enrico Pizza alle sollecitazioni dei residenti del quartiere.
“Per via Cotonificio - spiega Pizza - abbiamo inserito asfaltatura e sistemazione dei marciapiedi dove non è possibile realizzare la pista ciclabile (qui ci sarà un percorso misto ciclopedonale con i passi carrai messi in sicurezza) nel piano delle opere 2012. Il bilancio è stato chiuso due settimane fa ed entro l'anno saranno pronti i progetti. Su via Moisesso non siamo intervenuti in quanto ci risulta che la maggioranza dei residenti non ha firmato la richiesta per il divieto di svolta e alcuni abitanti sarebbero contrari. In via Colugna, poi, non è possibile realizzare una pista ciclabile in quanto non ci sono gli spazi. L'unica alternativa è un percorso misto ciclopedonale sul marciapiede. Comunque, la polizia locale sta facendo diversi controlli (cosa confermata dal comandante Giovanni Colloredo, ndr) sulla velocità dei veicoli”.
E' allo studio, infine, una modifica della segnaletica per ‘dirottare’ il traffico da nord-ovest su via Pasolini. “Si tratta di una miglioria - conclude Pizza - che era stata condivisa e che è stata inserita a dicembre nel Pum”.

Su questo stesso blog trovate, a questo indirizzo, il "verbale" dell'incontro del luglio 2011 tenutosi in Comune tra il Comitato e gli assessori competenti per le problematiche emerse nelle assemblee di quartiere e presentate al Sindaco. In particolare, sono indicate le risposte degli assessori ai suggerimenti allora proposti, risposte che asserivano la volontà e la possibilità concreta da parte dell'Amministrazione di risolvere almeno alcune delle magagne che affliggono il nostro quartiere.
Certo, costruire piste ciclabili o risistemare marciapiedi non sono lavori che si possono fare da un giorno all'altro, però a dieci mesi da quell'incontro nulla è stato fatto.
La sistemazione della ciclabile di via Cotonificio è essenziale, per la sicurezza dei molti ciclisti che qui transitano nonché per rallentare il traffico automobilistico - per questo motivo, dovrebbe essere una pista "solida", con dei cordoli che la separino fisicamente dalla carreggiata, e non solo essere segnalata con delle strisce di vernice.
In via Colugna la situazione dinanzi alle scuole è veramente insostenibile (lo stesso sindaco Honsell e i vigili urbani conoscono bene il problema), la pista ciclabile sarebbe assolutamente necessaria per mettere in sicurezza quanti accompagnano i bambini la mattina, e per proteggere i ciclisti dalle automobili. I marciapiedi potrebbero essere ridotti in larghezza e potrebbero essere (come dice l'assessore Pizza) trasformati in percorso misto pedonale-ciclabile, potrebbero essere allungati i cordoli spartitraffico in centro alla carreggiata che hanno come effetto quello di rallentare il traffico delle auto.
Per quanto riguarda via Moisesso, dove l'intervento richiesto e valutato da Pizza stesso come fattibile in via sperimentale riguardava la semplice apposizione di un cartello segnaletico che impedisse la svolta a sinistra all'intersezione con via Cotonificio, va detto che quanto affermato dall'assessore non corrisponde a verità. Le numerose firme dei residenti a sostegno della proposta sono state raccolte e spedite in Comune, e solamente una persona si oppone alla nuova segnaletica. Crediamo vi sia comunque margine per tentare appunto in modo sperimentale una modificazione della segnaletica e dei flussi di traffico, rispettando democraticamente la volontà della maggioranza dei residenti in via Moisesso.











domenica 20 maggio 2012

Nuove farmacie a Udine

Anche nel nostro quartiere si potrà avere una Farmacia.

Dalla rivista il Friuli del 17.05.2012

"Definiti i quartieri dove sorgeranno cinque punti vendita. La decisione approvata dalla giunta comunale in base al decreto liberalizzazioni
Dopo aver avviato un ampio percorso di studi sull’accessibilità e dopo aver sentito i pareri di tutti i soggetti e categorie interessate, la giunta comunale ha deciso le cinque aree dove sorgeranno altrettante nuove farmacie a Udine. In base al nuovo "decreto liberalizzazioni", varato dal Governo Monti, infatti, è prevista l’istituzione di una farmacia ogni 3 mila 300 abitanti anziché 4 mila come precedentemente stabilito. Il che, tradotto sul territorio comunale, significa che ai 25 esercizi già presenti se ne aggiungeranno altri cinque.
La mappatura definitiva dove sorgeranno le nuove attività e che ora sarà trasmessa, come previsto, alla Regione è frutto di un lungo lavoro che ha coinvolto oltre agli uffici comunali della statistica, delle attività economiche, del piano regolatore e di città sane, anche l’Azienda sanitaria, l’Ordine dei farmacisti, Federfarma, le associazioni dei consumatori. "In questo percorso che abbiamo voluto quanto più partecipativo possibile – dichiara il vicesindaco e assessore alle attività economiche e turistiche, Vincenzo Martines – abbiamo sentito i pareri di tutti i soggetti interessati. La collocazione delle nuove farmacie – prosegue – è stata, dunque, studiata tenendo conto di un’equa distribuzione sul territorio, così come dell’accessibilità del servizio farmaceutico ai residenti delle aree scarsamente abitate, e quelle dove risiedono maggiormente le persone Over 65 e i minori di 15 anni".
Ma vediamo nel dettaglio dove sorgeranno le nuove farmacie in base alla collocazione definitiva. Una collocazione che palazzo D’Aronco ha scelto dopo aver proposto ai soggetti interessati una rosa più ampia rispetto ai cinque esercizi, proprio per individuare le zone più sostenibili dal punto di vista dell’aumento dell’accessibilità da parte dei cittadini.

ZONA COTONIFICIO - CHIUSAFORTE
: area che si sviluppa indicativamente tra i due estremi costituiti dall’incrocio tra le vie Colugna, Chiusaforte, Friuli e l’incrocio tra le vie Cotonificio e delle Scienze, con possibilità di insediamento sull’asse costituito da via Freschi e sulle strade a questa adiacenti.

Secondo gli studi effettuati, ad oggi il 99% di tutti gli udinesi, indipendentemente dall’età, raggiunge almeno una farmacia entro due chilometri dalla propria abitazione. Una distanza che corrispondente ad un tragitto entro i 30 minuti a piedi e gli 8 minuti in auto. Senza contare che, entro lo stesso raggio di distanza, circa il 90% ha inoltre accesso a due o più farmacie. Con le nuove aperture, invece, si aumenterà di almeno il 6%, sempre secondo le analisi effettuate dal Comune, la quota di residenti che riescono a raggiungere una farmacia entro 600 metri da casa propria. Un risultato non da poco se si considera che, attualmente, il 67% della popolazione (70% per la popolazione anziana, 65% per gli under 15) ha accesso ad almeno una farmacia entro un raggio di 600 metri, ossia indicativamente entro 10 minuti a piedi".

lunedì 7 maggio 2012

Richiesta di intervento per via Colugna

Attraversamento pedonale in via Colugna di fronte al plesso scolastico


Oggi, lunedì 7 maggio 2012, è stata inviata al Comandante del Corpo di Polizia Municipale Giovanni Colloredo, al Sindaco Honsel e all'Assessore alla Viabilità Enrico Pizza la seguente email per porgere all’attenzione delle autorità competenti la situazione di via Colugna.

"Anche oggi, lunedì 7 maggio 2012, alle ore 8.05, il vigile di turno, intento a far attraversare la strada a dei pedoni è stato quasi investito da una vettura. E cio’ succede ogni mattina.

Chiediamo che venga trovata una soluzione efficace per rendere la via più sicura.
Ricordiamo che in via Colugna ci sono due scuole: la scuola d’infanzia Archimede Taverna e la scuola primaria Divisione Alpina Julia con un totale di circa 300 bambini iscritti.
Ogni giorno migliaia di macchine sfrecciano a gran velocità lungo tutto il tratto della carreggiata, anche in prossimità delle scuole. Ogni mattina i vigili urbani rischiano di essere investiti nel far attraversare ai bambini la strada sulle strisce pedonali.
Sono gli stessi vigili urbani ad aver espresso una richiesta di aiuto dal momento che non c’è mai stata risposta concreta da parte delle autorità competenti.
Nulla è stato fatto per alleggerire la mole di traffico che giornalmente transita in questa zona nonostante le numerose segnalazioni e richieste che da anni sono state effettuate.
In via Colugna ci vorrebbero dei dossi rallentatori ma sappiamo essere vietati essendo un’arteria principale.
Ciò non toglie che ci siano altre soluzioni.
La segnaletica per evidenziare gli attraversamenti è carente.
Insufficienti sono dei sistemi per ridurre la velocità delle vetture.
Perché non restringere la carreggiata come è stato fatto a Colugna, in via Chiavris e quindi costringere le vetture a rallentare? Perchè non restringere la carreggiata con una pista ciclabile, totalmente inesistente? Ricordiamo che molti bambini raggiungono la scuola in bicicletta.
Perché non porre dei dissuasori elettronici per la rilevazione e la conseguente visualizzazione su pannello luminoso del limite di velocità?
Perché non incrementare il numero dei controlli della velocità da parte della polizia municipale?
Siamo ancora fiduciosi di avere una risposta concreta a quanto segnalato".

giovedì 3 maggio 2012

Ciclabili a Udine


Un articolo del Messaggero Veneto sulla situazione delle ciclabili in città (lo sappiamo che la riproduzione è riservata, ma questo è un blog civico nonché civile, se ci dite togliamo tutto)
UDINE. I marciapiedi ciclopedonali sono pericolosi, la rete delle piste ciclabili presenta troppi spezzoni e nei confronti degli automobilisti c’è troppa tolleranza. Nella Udine che mira a diventare a misura di ciclista, ci sono ancora troppe criticità. A segnalarle sono gli stessi ciclisti stanchi di fare i conti con gli autonomobilisti indisciplinati che, soprattutto in via Mantica (zona dove le biciclette sono ammesse anche contromano), non rispettano il limite di velocità dei 20 all’ora. Ecco perché Emilio Gottardo della segreteria di Legambiente avverte: «Dobbiamo avere gli stessi diritti degli automobilisti. Siamo pari utenti di uno spazio pubblico che non è appannaggio di chi ha i cavalli nel motore».
Il dibattito è acceso perché se da un lato il Comune investe nelle ciclabili, dall’altro Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta), Legambiente e Wwf insistono affinché palazzo D’Aronco migliori la percorribilità delle ciclabili.
Via Mantica «Via Mantica, dove il limite dei 20 all’ora non lo rispetta nessuno, per noi sta diventando una zona ad alto rischio» spiega la presidente provinciale della Fiab, Elisabetta Rosso, nel segnalare che, nonostante i divieti, troppi automobilisti parcheggiano ancora sui marciapiedi e non rispettano il limite di velocità. Questo per dire che, in quel tratto, i controlli devono essere potenziati.
Marciapiedi ciclopedonali Anche i marciapiedi ciclopedonali non sono sicuri. «In viale Leonardo da Vinci - insiste Rosso - tra i platani e i pedoni, lo spazio per le biciclette è ridotto all’osso. Tant’è che su quel tratto siamo sempre a rischio». Questo è un appunto non da poco visto che il modello del percorso ciclopedonale interessa 9 dei 45 chilometri della rete ciclabile cittadina. Ecco perché Roberto Pizzutti, il presidente regionale di Legambiente, aggiunge: «In via Cividale andrebbe potenziata la ciclabilità, ma non con i marciapiedi ciclopedonali come prevede il Comune».
Viale Palmanova Lo studio è pronto, ma per coprire il fossato e realizzare la ciclabile serve un milione di euro che il Comune non ha a disposizione
Via Zanon «E’ tempo di eliminare i parcheggi in via Zanon» afferma Gottardo nell’invitare il Comune a ridurre, in diversi punti della città, gli scalini tra il passaggio dal marciapiede ciclopedonale alla strada per evitare ai ciclisti di danneggiare le biciclette».
Via Marsala «E’ un disastro» segnala il presidente regionale del Wwf, Roberto Pizzutti, ricordando che in quella strada, per altro molto trafficata, la ciclabile non c’è proprio. «Chi abita a Cussignacco non usa la bici anche per questo motivo» ribadisce l’ambientalista secondo il quale le strade storiche della città, pensate per non sopportare flussi di traffico elevato, dovrebbero essere tutte trasformate in piste ciclabili.
Gli spezzoni In questo caso gli esempi si sprecano visto che la rete presenta diversi buchi. «Il grosso problema sono le intersezioni dove c’è una strada che interferisce con la pista, in questi casi - aggiunge Pizzutti -, da via Asquini a viale Trieste, per evitare agli automobilisti di investire i ciclisti, il segnale di stop va posizionato prima della pista».
Viali Tricesimo e Volontari «Lungo questi assi, nonostante il flusso significativo di traffico e di ciclisti, le ciclabili sono assenti» ricorda Pizzutti evidenziando che nella stessa condizione si trova pure via Laipacco.