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giovedì 11 aprile 2013

Opere pubbliche a Udine nord

Questo è quanto l'Assessore Enrico Pizza riferisce sul suo blog riguardo le attività svolte nella zona di Udine nord. Fonte: http://www.enricopizza.it/chiavris-paderno-ancona-fatti-e-programmi/

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CHIAVRIS, PADERNO, ANCONA: FATTI E PROGRAMMI

In questi 5 anni di amministrazione Honsell abbiamo realizzato – grazie all’ascolto dei cittadini e dei consiglieri delegati di zona (Enrico D’Este e Michele Vicario) – molte asfaltature, marciapiedi, interventi di sicurezza stradale. Abbiamo diverse opere pronte al via, quando il patto di stabilità nazionale ridarà finalmente fiato all’economia e ai comuni la possibilità di fare nuove gare e dare lavoro.
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Abbiamo messo in sicurezza i punti più critici riducendo gli incidenti all’incroci tra le vie: Monte S. Marco/via Bernardinis, via Faedis/via Forni di Sotto, via Pieri/via Latisana, piazzale Santa Maria Della Misericordia via Pieri/via Sacile via Sacile/via Tolmezzo, via Don Bosco (ciclopedonale per il Bearzi). Stiamo per completare la rotatoria tra via Cantore/Rombon/Hermada e la nuova piazza di Paderno.
Abbiamo fatto le asfaltature nelle seguenti vie: Alessandria, Aosta, Bufalini, Cadore, Cividina (Là di Moret), Forni di Sotto, Freschi, Majano, Maniago, Martignacco, Micesio, Monte Grappa, Monte Ortigara (tratto pubblico), Nimis, Oslavia, Pallanza, Paschini, Piemonte, Pinerolo, p.le P.Cesario da Rovigo (rotatoria Colugna/Chiusaforte), Rizzolo, Sacile, Saluzzo, S.M. del Gruagno.
Abbiamo realizzato i marciapiedi nelle vie: del Cotonificio (tratti pubblici), Gorizia (tratto ovest da via Monte Grappa al Mercato), Monte Vodice, San Daniele (ciclopedonale), Vat-del Maglio (ciclopedonale) ed il sottopasso ciclopedonale tra viale Vat e via Romagna. Finiremo entro la primavera i marciapiedi in via Alba e Monte Cimone.
IN PROGETTO:
Pronte per la gare le asfaltature nelle vie: Brazzacco, Caporiacco, del Cotonificio, del Maglio, Faedis, Feletto, Pieri (disconnessione radici), Romagna, Santa Giustina (dossi), viale Tricesimo, ciclopedonale di Volontari Libertà.
In gara anche i seguenti marciapiedi: ciclopedonale tra via Cadore/Passons/Cotonificio, Chiusaforte, Ermes di Colloredo, Martignacco, Molin Nuovo (ciclopedonale)  Monte Rombon, Vat (ciclopedonale da via del Maglio al sottopasso di via Romagna).
E’ infine pronto per la gara il progetto interamente finanziato (740mila euro) per il collegamento ciclabile Prusst, da piazzale Osoppo a Zompitta di Reana. L’ultimo lotto va dalla scuola Marconi di via Torino fino a Molin Nuovo. Il progetto prevede due rotatorie su via Alba e via Fusine ed il marciapiede ciclopedonale di via Biella (con il rifacimento dell’illuminazione a LED e la riasfaltatura della strada).
Finanziate ed attualmente in progettazione sono le riasfaltature di viaGorizia, di viale Vat e della rotatoria di piazzale Chiavris. Appena terminate le acquisizioni al demanio comunale (purtroppo sono ancora strade private, pur “aperte al pubblico transito) procederemo con l’asfaltatura – già preventivata – delle vie: Codroipo, D’Artegna, Isonzo, Monte Nero, Tartagna, Tiepolo.
E’ in corso la procedura espropriativa per continuare il collegamento viario da viale Tricesimo a via Cividina (attraverso l’area ex Bertoli) in modo da sgravare dal traffico il quartiere di Paderno e quello di Molin Nuovo, per trasformarli in zona residenziale 30km/h. Per una città sempre più  bella e sicura.
Nell’appendice del programma Honsell 2013-2018 ci impegnamo infine a fare anche:
• Realizzazione di percorsi ciclabili sulle direttrici Vat – Godia – Beivars e sulla direttrice Bearzi –
Planis – via Caccia.
• Soluzioni per il problema del traffico su Via Cotonificio soprattutto per quanto riguarda i mezzi pesanti.
• Sistemazione dell’incrocio Via Alba – Viale Vat .
• Collegamento tra il cimitero di Beivars e la zona Planis-via Riccardo.

giovedì 14 luglio 2011

Incontro con i Cittadini

Lunedì 11 luglio ha avuto luogo presso la pizzeria Il Faro di via Colugna un incontro pubblico promosso dal Partito Democratico di Udine, rivolto alla popolazione del quartiere.
Erano presenti circa 50 persone. Al tavolo dei relatori sedevano Claudio Cosmaro, promotore del Circolo PD di zona, e gli assessori Pizza (viabilità), Croattini (verde pubblico e polizia municipale), Malisani (Lavori pubblici), il vicesindaco Martines (delega al Bilancio) e Cortolezzis, presidente del Consiglio comunale.

In modo simile a quanto avvenuto nel corso degli incontri di circoscrizione di giugno promossi dalla stessa Amministrazione comunale - va sottolineato come le occasioni di confronto diretto tra Istituzioni e Cittadini siano sempre benvenute, anche se promosse da realtà politiche locali - gli abitanti hanno potuto rivolgersi direttamente agli Assessori della giunta Honsell, chiedendo ragguagli sulle iniziative comunali riguardanti le problematiche del quartiere.
Inizialmente sono state illustrate alcune considerazioni generali sugli indirizzi di sviluppo urbano presenti nel nuovo Piano regolatore (ne parlavamo qui), quali a esempio la volontà di tenere in considerazione i Comuni limitrofi nella progettazione edilizia e urbanistica, senza però "saldare" gli insediamenti in un'unica periferia indifferenziata, lasciando quindi aree agricole o verdi tra la città e i centri limitrofi.

Per quanto riguarda la tematica del polo ospedaliero, in questi giorni interessato dalla presenza di vari cantieri edilizi (si tratta di un vero e proprio rifacimento radicale dell'organizzazione interna dell'Ospedale) le ultime notizie paiono ridimensionare le preoccupazioni di chi temeva l'apertura lungo via Chiusaforte dell'entrata principale. L'accesso ufficiale alle strutture ospedaliere rimarrà su via Gino Pieri, e nella zona verranno realizzati dei punti di ingresso per i dipendenti dell'Ospedale, non per la popolazione.
Una parte del parcheggio scambiatore verrà delimitata e attrezzata (illuminazione pubblica potenziata) per ospitare le automobili dei dipendenti, e questo dovrebbe anche concorrere a migliorare le condizioni del parcheggio stesso (vedi sotto, per il problema degli zingari).

La ex casa del custode lungo via Colugna sarà riattata a ospitare un Centro per persone con handicap, praticando soluzioni edilizie innovative per l'autosostentamento energetico dell'edificio.

Verrà realizzata una pista ciclabile lungo il rilevato della vecchia ferrovia Udine-Majano, a partire da via della Scarpata fino alla rotonda di Feletto Umberto. Al contempo, questi lavori permetteranno di arredare meglio (verde pubblico) le aree a ridosso del campo sportivo di via Friuli.

Il campo sportivo dell'Ancona in via Friuli sarà anch'esso sottoposto a notevole rifacimento, con la costruzione di nuovi spogliatoi, nuovi campi di sfogo in materiale sintetico. L'assessore Malisani ha espresso i propri dubbi sull'opportunità di adeguare alcune vecchie strutture là presenti (il costo economico sarebbe molto alto) al fine di ospitare presso la stessa area sportiva un centro civico, che possa essere utilizzato da associazioni locali e altre realtà. Si è sottolineato come un simile Centro polifunzionale, con finalità aggregative per la popolazione, dovrebbe essere individuato o realizzato qualche centinaio di metri più a ovest, lungo via Colugna, per risultare idoneo nella sua frequentazione anche a coloro che abitano nei pressi dell'Ancona.

La discussione pubblica si è a lungo intrattenuta sul tema degli zingari che occupano con roulotte il parcheggio scambiatore, quindi su argomenti di sicurezza pubblica e di decoro (ci sono anche dei bambini che giocano con l'acqua della fontanella, per dire). Gli animi si sono scaldati, qualcuno ha pronunciato la fatidica frase "le regole devono valere per tutti", ma in realtà alla Polizia municipale non sono giunte segnalazioni di atti illeciti, quindi l'assessore Pizza a nome dell'Amministrazione ha sottolineato come negli ultimi due anni il problema degli zingari (l'occupazione storica di via Monte Sei Busi) sia stato fortemente ridimensionato in termini numerici grazie alle buone politiche comunali, e ha confermato il fatto che pattuglie di Polizia e Carabinieri, come già avviene (osservazioni degli stessi cittadini), continueranno a tenere la zona sotto controllo. 

Ho personalmente fatto un intervento nel corso dell'incontro: dopo aver sottolineato la natura apolitica e apartitica del Comitato Udine Nord Ovest, ho illustrato il cammino di democrazia partecipativa compiuto negli scorsi mesi grazie alle assemblee pubbliche, ho raccontato di come un primo obiettivo sia stato raggiunto dal Comitato, a nome dei suoi 70 sottoscrittori, nel presentare al Sindaco e alla Pubblica Amministrazione di Udine una Lettera di proposte per il miglioramento della qualità dell'abitare nel nostro quartiere, dalla viabilità all'arredo urbano al monitoraggio dell'inquinamento.
Dopo aver diffuso i nostri recapiti (l'indirizzo di questo blog, il nostro indirizzo di posta elettronica) ho invitato i presenti a contattare il Comitato e a partecipare alle prossime assemblee pubbliche, per provare innanzitutto noi abitanti del quartiere a riflettere sulle nostre problematiche, e individuare insieme proposte e possibili soluzioni da inoltrare all'Amministrazione pubblica.
Giorgio Jannis

venerdì 8 luglio 2011

Sistema quartiere: una nuova visione per progettare lo sviluppo urbano



L’assessore alla Pianificazione territoriale, Mariagrazia Santoro

Udine “città di quartieri”. Nessuno stravolgimento: l’obiettivo è la riqualificazione di quelle parti di città che non si vogliono più definire “periferia”. “Abolire questo termine è la prima parola d’ordine che ci siamo dati – sottolinea l’assessore alla Pianificazione territoriale, Mariagrazia Santoro – Udine è una capitale composta da una serie di unità con grande identità e forza sociale e esigenze completamente diverse una dall’altra”. È questa la filosofia su cui si basa il nuovo Piano regolatore comunale, approvato all’unanimità dalla Giunta e il cui iter per l’adozione prosegue. Il documento ora andrà in Commissione Territorio e ambiente per arrivare poi in Consiglio comunale a fine luglio.

“È un piano realistico e realizzabile – sottolinea il sindaco Furio Honsell – che pone il cittadini al centro, che semplifica e razionalizza il territorio, interpretando la vocazione che Udine ha sviluppato negli ultimi 40 anni. I principi sono quelli di garantire qualità della vita e sostenibilità per tutti. Il significato di questo piano regolatore non è quello di fare di Udine una città grande, come alcune visioni del passato, ma una grande città modello di gestione del territorio. Un altro aspetto a cui tengo molto – conclude Honsell – è che questo piano è stato realizzato grazie al lavoro di tanti professionisti interni del Comune di Udine. Per questo motivo voglio ringraziare personalmente tutti, dal direttore di dipartimento Luigi Fantini al dirigente Giorgio Pilosio, ma anche tutti gli altri: Raffaele Shaurli, Mauro D’Odorico, Alessandro Bertoli, Armanda Burelli, Emiliano Francescut, Onorio Martinuzzi, Massimo Mattiussi, Francesco Carbone, Roberto Berti, Renzo Girardello, Emanuela Sgobino, Paola Rusich, Luciano Sapienza, Mario Garbino, Diana Calligaro, Loredana Cecovic, Bruno Grizzaffi e Andrea Romanini”.

Come sottolinea anche l’assessore Santoro: “Spero che i cittadini si riconoscano in questo piano e in questo progetto di città, che non è urlato, non ha toni forti, ma mette al centro la specificità “a misura d’uomo” che caratterizza Udine e che viene riconosciuta da sempre alla città, che abbiamo cominciato ad esplorare con la variante delle altezze. È un piano che vuole anche dare una maggiore chiarezza anche normativa”.

Il nuovo Piano regolatore è composto da progetti e la sua impostazione è molto diversa rispetto a quella dei piani realizzati fino ad oggi. La città, il cui ultimo Piano regolatore risale a circa 40 anni fa, viene progettata in base a quattro sistemi: ambientale, insediativo e dei servizi, della produzione e del commercio, delle infrastrutture e della mobilità. “Udine ha già soddisfatto esigenze di strutture fondamentali come scuole, ospedale, università, tribunale e stadio – sottolinea ancora Honsell – Bisogna capire quali sono le nuove esigenze. Lo sforzo del piano è stato quello di mettere le condizioni perché la qualità della vita non solo si mantenga ma anzi sia ancora più alta”.

74 aree da trasformare. Una delle principali novità della “forma” del Piano è la cosiddetta “scheda norma”, uno strumento nuovo che permette di dare indicazioni, prescrizioni o vincoli alla progettazione attuativa di una specifica area, per fare in modo che la parte di città da trasformare non sia più pensata come un’isola a sé, ma come parte di un “sistema quartiere”. “Uno dei difetti del piano vigente – spiega Santoro – è stato quello di permettere che le nuove lottizzazioni vengano pensate come “isole”, prive di relazione con quanto le circonda. Questo è uno dei motivi della carenza di qualità che molti cittadini lamentano in alcune parte della città”. Il nuovo Piano individua 74 “schede”, una per ogni “ambito di trasformazione”, ovvero per ogni luogo in cui si prevede una riqualificazione, come ad esempio le aree abbandonate (come ad esempio la Dormish in cui lo sforzo è soprattutto quello di capire quali sono le regole che possono facilitarne il recupero), zone di quartieri da completare (in alcune manca il parcheggio, in altre l’area verde, in altre ancora le strade fra diverse lottizzazioni non sono coordinate), alcune arterie degradate del centro (ad esempio verso via Ronchi, via Petrarca o via delle Ferriere). Come funzioneranno le schede norma? “Il privato – spiega Santoro – attua le prescrizioni della scheda norma attraverso piano particolareggiato o sistemi di convenzionamento collegati col permesso di costruire, più snelli rispetto al passato. La scheda, collegata con la conferenza interna per l’analisi dei piani particolareggiati, garantirà sicuramente efficacia, efficienza e maggiore qualità”.

Un’area verde ogni 300 metri. Un luogo dove giocare a pallone, un prato dove distendersi a leggere su un libro: a tutte le aree residenziali della città il nuovo Piano garantisce un luogo di aggregazione, in prevalenza uno spazio aperto e libero, o un’area verde, da utilizzare in modo libero e non strutturato ogni 300 metri, che rappresenta la distanza massima che un utente debole è disposto a fare pedonalmente (è anche la distanza fra le fermate di autobus). “Siamo riusciti a fare entrare la natura in città – dice Santoro -, attraverso la messa in evidenza di percorsi e collegamenti verdi, perché Udine è città molto verde con valenze ambientali importanti”. Saranno create nuove aree verdi, sia nei quartieri sia nelle aree dimesse, in modo aumentare la dotazione di spazi verdi. Successivamente saranno riscritte anche le norme del Parco del torre e del Cormor, insieme ai comuni contermini, che per la prima volta vengono coinvolti.

Una scala “sovracomunale”. Un’altra novità è il confronto con i comuni contermini. Per poterlo fare, i progetti hanno collegati i quattro sistemi con cui si è descritta e progettata la città alla scala del sistema urbano udinese. “È la prima volta che in modo esplicito il progetto per la città si confronta con territorio più vasto – dice Santoro – e da esso acquisisce una serie di “paletti””. Qualche esempio? La continuità dell’asta del torrente Torre e Cormor, la possibilità di costruire “autostrade verdi” nelle campagne, corridoi eco-biologici, non solo fra nord e sud ma soprattutto fra est e ovest della città, la costituzione di una rete ciclopedonale continua che non si fermi al confine del comune di Udine, il riconoscimento che anche i comuni dell’hinterland hanno una loro identità e quindi non è opportuno realizzare “saldature” residenziali fra i diversi centri abitati.

Non privilegia una zona rispetto ad un’altra. Non ci sono zone della città che il nuovo piano andrà a modificare di più. “Non si è partiti a priori con una preferenza di temi o di luoghi da progettare – evidenzia Santoro – ma il nuovo Piano parte da un’indagine molto puntuale sullo stato di fatto e con le situazioni reali: l’esito quindi è uniforme su tutta la città”. L’indagine è stata svolta sui luoghi e con l’ascolto dei cittadini che hanno sollevato temi e problemi (l’amministrazione ha fatto due volte il giro dei quartieri, ha fatto rispondere a questionari, ha organizzato riunioni con associazioni, tavole rotonde, convegni e incontri intercomunali). Non solo. Il Piano ha fatto un lavoro di ridisegno sulla nuova base cartografica, che ha permesso di eliminare una serie importante di errori contenuti nel piano regolatore vigente (tracciati delle strade, perimetri che non battevano sui tracciati, ecc.)

5 zone residenziali. Il Piano riscrive tutta la normativa sulla residenza e individua così 5 zone residenziali con caratteristiche precise. È stato semplificato anche il tema del centro storico, eliminando tutto l’apparato che ormai non serve più e che ormai è stato completamente attuato. Anche per il centro storico, dunque, si farà riferimento al Piano regolatore. Sono stati mantenuti gli edifici storici da tutelare. Attualmente ne sono stati catalogati 320 (ma in futuro le schede saranno aggiornate), dei quali 211 che vanno dal periodo eclettico-storicista ai giorni nostri (99 di grande interesse architettonico e 112 di interesse tipologico), 65 ambiti urbani di interesse tipologico-ambientale, 15 complessi legati alla storia industriale, mulini e percorso delle rogge e 29 rappresentativi dell’architettura di matrice rurale.

“Ambiti pubblici sensibili”. Per migliorare la qualità della vita, in particolare nei quartieri, il Piano individua i cosiddetti “ambiti pubblici sensibili”, spazi e percorsi di uso pubblico, strade commerciali del centro città e connessioni dei quartieri che hanno bisogno di interventi di riqualificazione. In questa aree, l’arredo urbano, i materiali per la pavimentazione delle aree pedonali e quelle dei veicoli devono essere realizzati in modo da evidenziare in modo chiaro ai cittadini che si trovano in un “ambito pubblico sensibile”, attraverso dispositivi “traffic calming” per mettere in sicurezza i pedoni dal traffico veicolare: un centro di quartiere, un tratto di strada di mercato, un attraversamento di una connessione ciclopedonale, uno spazio urbano di connessione. Per quanto riguarda la mobilità, il Piano pone particolare attenzione ai collegamenti stradali di medio e lungo periodo, come ad esempio quello Planis-Bearzi o quello fra via Lumignacco e via Pozzuolo.

La zona industriale. Il Piano si occupa anche della questione dell’ampliamento nell’ambito della Ziu per un nuovo scalo ferroviario che supporti lo sviluppo dell’area. “La Ziu rappresenta la zona industriale per eccellenza – sottolinea Santoro – perché ospita sia l’Abs sia il Parco scientifico e tecnologico, dunque il “top” dell’industria manifatturiera e dell’innovazione”. Le due strutture principali da sviluppare in questa zona saranno quindi quelle ferroviarie per avere traffici sostenibili e le autostrade informatiche per poter disporre di un’area all’avanguardia. Un lavoro, anche in questo caso, che è portato avanti con i comuni contermini.

Più attenzione all’ambiente e alle energie rinnovabili. In fase di predisposizione dei piani attuativi, nelle zone residenziali il Piano impone di verificare la possibilità di sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili per soddisfare il più possibile la necessità di energia degli edifici. In generale, poi, il progetto di edifici, aree verdi e strade dovrà cercare di garantire un accesso ottimale alla radiazione solare per gli edifici, di orientare le strade e i lotti in modo da privilegiare la disponibilità di ampie superfici disposte a sud, per poter applicare in maniera efficace i principi della bioedilizia, di trarre vantaggio dai venti per strategie di ventilazione e affrescamento naturale di edifici e aree pubbliche. Nelle aree industriali e artigianali è obbligatorio dotare le aree esterne destinate a parcheggio di pavimentazioni drenanti che permettano la crescita dell’erba e di alberi di alto fusto autoctoni. Nei casi di nuove costruzioni, ampliamenti o ristrutturazioni, le imprese di trasporto e di logistica dovranno realizzare un progetto per mitigare l’impatto del rumore, le emissioni dei veicoli e le ripercussioni sulla viabilità. Per gli impianti industriali, inoltre, il piano attuativo dovrà prevedere la progettazione di coperture e involucro dei fabbricati per massimizzare l’efficienza degli impianti di fonti energetiche rinnovabili, sistemi di illuminazione stradale che minimizzino l’inquinamento luminoso, recupero e riutilizzo di acque meteoriche. Infine, fra gli esempi di riqualificazione dell’aree industriali dimesse, il piano particolareggiato per Molin Nuovo impone di valorizzare le aree da destinare a verde pubblico, della roggia di Udine e dell’edificio ex battiferro, da recuperare con restauro conservativo. Lungo la roggia dovrà anche essere previsto un percorso ciclopedonale. Nella zona potranno essere realizzati interventi volti al risparmio energetico: se l’apporto di fonti energetiche supererà il 25% del complessivo fabbisogno, le superfici utili potranno essere fino al 5% in più.

via: Comune di Udine, Carnia.La

giovedì 26 maggio 2011

“Dalle parole ai fatti”, nove incontri nei quartieri della città

Il Comune di Udine intraprende a metà mandato una serie di incontri pubblici con i Cittadini presso le circoscrizioni, "un'occasione per promuovere la democrazia partecipativa".

Per quanto riguarda la nostra zona geografica, sicuramente qualcuno del Comitato sarà presente il 23 giugno o il 24 giugno (vedi sotto il calendario), quando verranno prese in esame le problematiche della circoscrizione Chiavris-Paderno, dentro cui via Colugna e via Cotonificio ricadono. E saremo presenti con le proposte approvate nel corso dell'ultima assemblea dei soci, riguardanti l'ottimizzazione logistica dei flussi veicolari e le iniziative praticabili per migliorare la qualità dell'abitare del nostro quartiere.

Aggiungiamo una piccola osservazione: il nostro quartiere è situato all'estremo margine occidentale della circoscrizione Chiavris-Paderno, e confina con la circoscrizione dei Rizzi e di San Domenico.
Questa suddivisione e organizzazione territoriale risale a quando non esistevano ancora Borgonuovo e l'Università dei Rizzi, a quando ancora il polo ospedaliero non aveva ancora intrapreso lo sviluppo edilizio (eliporto, parcheggio interno, nuovo accesso su via Chiusaforte) che insiste su via Colugna. 
Come sappiamo, solo quindici anni fa la situazione del traffico in via Cotonificio e circondario era molto differente, la frequenza di passaggio dei veicoli era molto inferiore. Nel tempo, si sono sviluppate realtà abitative che hanno portato migliaia di persone a stabilirsi nella nostra zona, che mostra un aspetto radicalmente mutato rispetto ad allora, benché poco sia stato fatto finora per adeguare le carreggiate stradali e la circolazione veicolare alle nuove esigenze.

Forse la ripartizione territoriale delle circoscrizioni cittadine potrebbe essere rivista, considerati i cambiamenti patiti dal nostro contesto insediativo.
Sintomatico a esempio è il fatto che gli incontri stessi per la circoscrizione Chiavris-Paderno avvengano oltre vial Tricesimo, nella zona orientale di Udine nord, addirittura presso Godia: le problematiche di Chiavris e Paderno sono certamente delicate, riguardando l'accesso nord alla città tramite vial Tricesimo e vicinanze, ma decisamente non riguardano nello specifico le nostre esigenze, trattandosi di flussi veicolari e nodi logistici completamente differenti.

La zona dell'Ancona meriterebbe una circoscrizione più centrata geograficamente, una riprogettazione dei limiti amministrativi locali, per smettere di essere considerata quale area "residuale" sostanzialmente estranea sia ai ragionamenti sulla zona dei Rizzi sia a quelli di Chiavris, 
Per i motivi sopraesposti, e puntualmente dibattuti in Assemblea, l'evoluzione storica subìta dal Quartiere dovrebbe imporre a pubblici decisori e progettisti territoriali dell'Amministrazione una nuova e diversa considerazione delle esigenze locali.

 

“Dalle parole ai fatti”, 
nove incontri nei quartieri della città

Sindaco e giunta illustreranno in tutte le circoscrizioni quanto fatto finora dall’amministrazione e i progetti in cantiere per il futuro

“Un’occasione per promuovere la democrazia partecipativa, per raccontare quanto fatto finora e condividere con tutti i cittadini e con tutti i quartieri quanto ancora c’è da fare nei prossimi due anni”. Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, annuncia il calendario degli incontri che toccheranno tutte le circoscrizioni a partire da giovedì 26 maggio per un totale di nove serate. Una serie di appuntamenti, intitolati “Dalle parole ai fatti”, che il sindaco e la giunta, insieme con i diversi consiglieri comunali delegati di quartiere, hanno deciso di organizzare per illustrare alla cittadinanza l’attività dell’amministrazione svolta finora, ma con un occhio anche ai prossimi progetti già in cantiere. “Siamo convinti – dichiara Honsell – che solamente condividendo la chiarezza degli obiettivi e dei risultati ottenuti è possibile operare concretamente e progettare realisticamente il futuro”.

Il primo incontro, che segue un’anteprima svoltasi nei giorni scorsi alla 5^ circoscrizione (Cussignacco-Paparotti), partirà dalla 4^ circoscrizione Udine Sud e si terrà giovedì 26 maggio alle 20.30 presso la sala parrocchiale di S. Pio X (via Mistruzzi).

“Il nostro primo obiettivo – prosegue il sindaco – è stato promuovere in tutti gli ambiti un’amministrazione al servizio del cittadino, secondo un metodo che si potrebbe dire copernicano, ovvero ponendo le persone e le famiglie al centro di tutte le nostre azioni. Ma non solo, perché il secondo principio che ha guidato la nostra azione amministrativa – conclude – è stato quello della sostenibilità. Economica certamente, ma soprattutto ambientale ed energetica”.

Il secondo incontro a cui sono invitati tutti i cittadini è per sabato 28 maggio alle 18 (1^ circoscrizione) presso l’oratorio della parrocchia del Carmine (via Aquileia 81). Il calendario proseguirà, con inizio sempre alle 20.45, giovedì 9 giugno, alla sala parrocchiale Beata Vergine del Rosario (3^ circoscrizione Lapipacco-San Gottardo) in via Monzambano 139 e lunedì 13 giugno ancora in 3^ circoscrizione, ma stavolta al Punto incontro giovani di via Forze Armate 6. E ancora, martedì 21 giugno (2^ circoscrizione Rizzi-S.Domenico-Cormor-S.Rocco) alla Casa della Gioventù in via San Rocco 111, giovedì 23 giugno al Palaindoor in via Alessandria 31 (7^ circoscrizione Chiavris-Paderno), venerdì 24 giugno alla sala del Centro parrocchiale di Godia in via Genova 1 (7^ circoscrizione Chiavris-Paderno), mercoledì 29 giugno alla sala parrocchiale Picco in via delle Scuole 11 ai Rizzi (2^ circoscrizione Rizzi-S.Domenico-Cormor-S.Rocco) e, per finire, giovedì 30 giugno alla sala culturale “Sguerzi” in via Santo Stefano 5/1 (6^ circoscrizione S.Paolo-S.Osvaldo).

Per informazioni è possibile consultare il sito internet del comune (www.comune.udine.it).